Tratto da: PROFEZIE DEL MILLENNIO

Secondo: EDGARD CAYCE

Autore dell'opera: Mark Thurston

Gruppo Editoriale Armenia

Una nuova spiritualità e la venuta di Cristo

Secondo le profezie di Cayce, il nuovo millennio porterà grandi cambiamenti geologici, sociali, politici ed economici. Ma nella sua visione, nessuna trasformazione è più importante di quella spirituale. Il rinnovamento spirituale annunciato dal nuovo millennio segnerà il ritorno dello Spirito di Cristo nelle vicende umane. Tutto questo verrà riconosciuto e vissuto largamente nei primi anni del ventunesimo secolo, ma le prime avvisaglie si avranno ancor prima, con un picco intorno al 1998.

Tra i segni rivelatori previsti da Cayce vi è un nuovo spirito di cooperazione e rispetto tra le diverse religioni, un fatto a cui stiamo assistendo proprio in questo periodo. Ma trasformazioni ancor più grandi si avvicinano.

Le profezie del millennio di Cayce affermano inequivocabilmente che l'umanità si approssima a una svolta epocale paragonabile alla discesa di Cristo sulla terra di duemila anni fa, un evento previsto da molti profeti e noto anche agli spiriti iniziati che progettarono la Grande Piramide millenni or sono. (Più avanti, nel presente capitolo, verrà esaminata la natura esatta delle interpretazioni fornite da Cayce per l'antica profezia egizia).

Questo Secondo Avvento non sarà una nascita fìsica, come è stato per Gesù di Nazareth, ma un evento di portata globale a cui prenderanno parte persone di ogni fede. E il quadro di uno Spirito universale di Cristo in relazione diretta con chiunque lo desideri sinceramente. Secondo le profezie di Cayce, i primi segnali di questo nuovo inizio verranno vissuti da un numero crescente di persone negli ultimi anni del ventesimo secolo.

le PROFEZIE DEL secondo avvento

Forse nessuna visione di una nuova era possiede una carica emotiva maggiore della possibilità di un'interazione diretta, fìsica di Cristo con le vicende umane: un intervento che verrebbe percepito dall'umanità intera. Nulla potrebbe esprimere meglio la speranza di un rinnovamento spirituale del consorzio umano come dono della nuova era. Non si presenta ne come una certezza nelle sedute di Cayce, ne vi sono dettagli specifici riguardo all'epoca o all'apparizione. E piuttosto una possibilità concreta.

Nel materiale di Cayce riguardo al Secondo Avvento sono presenti alcuni principi particolarmente degni di nota. Con tutta evidenza, Cayce pensava a Cristo sia come a uno spirito universale che potrebbe trovare una collocazione in tutte le religioni del mondo, sia come alla persona chiamata Gesù. La natura messianica di tale anima si era comunque formata nel corso di molte vite, culminando in quella di Gesù di Nazareth che era divenuto tutt'uno con la Coscienza di Cristo. Nei suoi insegnamenti riguardanti la riapparizione di Cristo, Cayce rivelava che ogni ritorno avrebbe coinvolto la stessa anima che i cristiani chiamano Gesù.

Nel 1932, quando fu interrogato sul Secondo Avvento, Cayce dichiarò decisamente che non si poteva precisare una data. Non sarebbe giunto finché "i Suoi nemici e la terra non si fossero totalmente assoggettati alla Sua volontà, ai Suoi poteri" (n 5749-2). Sembra un obiettivo difficile da raggiungere, alcuni potrebbero addirittura dire che pensare di vedere l'umanità approssimarsi a una simile condizione in un prossimo futuro è una pura illusione. Non sorprende quindi che l'interrogante abbia fatto un passo indietro, chiedendo se quello presente era un periodo di preparazione al ritorno di Cristo. Cayce rispose che era piuttosto un "periodo di prova".

Un anno dopo, un piccolo gruppo di ricercatori chiese a Cayce di interpretare il passaggio biblico in cui si annuncia la prossimità del "giorno del Signore". La sua risposta, infarcita di immagini bibliche e frasi poetiche, sembra confermare con forza che il ritorno di Cristo è un evento che potrebbe verificarsi in quest'epoca.

"E stato promesso dai profeti e dai saggi antichi: il tempo, e il mezzo tempo, si è compiuto in questa generazione; presto riapparirà sulla terra colui che chiamerà tutti a raccolta, invitandoli a preparare la Sua venuta in terra. Poi giungerà il Signore, così come altri lo hanno visto un tempo" (n 262-49).

Quando il gruppo gli chiese di stimare il momento in cui si sarebbe verificato un evento simile, si sentì rispondere che sarebbe giunto solo quando i devoti seguaci di Cristo avrebbero spianato la strada per la Sua venuta. In altre parole, gli esseri umani devono dapprima impegnarsi in un lavoro preparatorio.

Lo sforzo necessario per rendere possibile il Secondo Avvento non dipende da una qualche mancanza di Cristo. Il fatto che Egli non possa comparire nel mondo materiale senza l'aiuto degli uomini non è il segno di una qualche inadeguatezza. Si potrebbe formulare invece la seguente ipotesi: se non venisse preceduta da un grande risveglio delle coscienze, la riapparizione di Cristo creerebbe soltanto confusione e verrebbe facilmente fraintesa. Cristo ritornerà solo quando il Suo intervento potrà dare un vero aiuto all'evoluzione spirituale cui tutti siamo chiamati a prendere parte. È solo per amore che la Sua venuta è ritardata.

Lo scambio forse più interessante di domande e risposte riguardo a Cristo risale al 1933. Un gruppo di persone che cercavano di approfondire la loro comprensione della Coscienza di Cristo chiesero quale fosse la posizione presente di questo essere spirituale. Si domandavano addirittura se potesse trovarsi già sulla terra, incarnato e in incognito.

Cayce rispose che Cristo non occupava un corpo nella dimensione terrena, ma nella "dimensione individuale", come lo spirito che può essere contattato da chiunque lo desideri sinceramente e sia disposto ad agire con amore per renderlo possibile. Detto altrimenti, chiunque senta il bisogno di sapere "dove" Cristo risieda attualmente può trovarlo nel proprio piano spirituale interiore.

Alla fine, Cayce mise in chiaro che vi sarebbe stato un ritorno vero e proprio. "Poiché Egli tornerà così come lo si è visto partire, nel corpo da Lui occupato in Galilea. Nel corpo crocifìsso sulla croce e poi risorto dalla tomba, che ha camminato sulle acque, che è apparso a Simone e a Filippo" (n 5749-4). È un riferimento decisamente esplicito a una riapparizione odierna del corpo risorto di Cristo.

In un diverso gruppo di profezie, è presente un aspetto affascinante delle previsioni di Cayce riguardo al ritorno di Cristo. Queste previsioni sono basate sulla sua percezione che le profezie nascoste fossero scritte nella geometria della Grande Piramide. Cayce affermava che il corridoio centrale della Grande Piramide, dal corridoio ascendente alla camera funeraria del faraone, passando per il corridoio della grande galleria, rappresentava la cronologia di una serie di eventi futuri tra cui figurava anche il Secondo Avvento, previsto per l'inizio del terzo millennio. Quale momento storico corrisponde esattamente all'ingresso (rappresentato dalla soglia della camera funeraria) in un'epoca di iniziazione spirituale? Secondo le profezie di Cayce, era il periodo tra il 1938 e il 1958.

E che cosa si sarebbe trovato nella camera stessa? Solo un sarcofago vuoto. L'interpretazione che Cayce dava del sarcofago vuoto era che l'umanità avrebbe scoperto un nuovo significato della morte. In altre parole, gli esseri umani avrebbero preso coscienza dei loro legami con il mondo spirituale e la continuità della vita dopo la morte sarebbe diventata un fatto assodato. "L'interpretazione della morte diverrà chiara" (n 5748-6). Non si può fare a meno di notare che gli studi sulle esperienze di premorte, iniziati proprio negli anni Sessanta, hanno radicalmente cambiato le conoscenze in materia di vita ultraterrena.